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| Agrate, sciopero della fame nella storica fonderia |
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Sono entrati in sciopero della fame gli operai dello stabilimento di Agrate Brianza della Società Carlo Colombo, storica fonderia fondata nel 1947 e che dal 1963 ha sviluppato la propria attività nella lavorazione dei semilavorati di rame su un'area di 55mila metri quadri. Nel maggio del 2008, la nuova dirigenza ha comunicato l'intenzione di avviare una nuova programmazione per il rilancio del sito stesso, che comprendeva una riduzione del personale (30 fra operai ed impiegati) posti in mobilità e nel mese successivo un repentino quanto inspiegabile cambio di strategia aziendale ha portato all'annuncio della chiusura del sito con la motivazione di incrementare le sedi di Pizzighettone (Cremona) e Pisa. Il caso è stato oggetto di un'interrogazione di cui è prima firmataria la deputata del Pd, Alessia Maria Mosca, rivolta al ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Maurizio Sacconi, ricordando che il 1°ottobre 2008 è stato siglato un accordo con le parti sociali, che sancisce la chiusura dello storico stabilimento di Agrate Brianza e che comprende il ricorso alla Cassa integrazione guadagni straordinaria a decorrere dal 1°gennaio 2009 e fino al 31 dicembre 2009 per un massimo di 81 lavoratori. "L'accordo - si legge nell'interrogazione - prevede la disponibilità dell'azienda ad effettuare l'ulteriore anno di Cassa integrazione guadagni straordinari dal 1° gennaio al 31 dicembre 2010 per il residuo numero di lavoratori in forza al 31 dicembre 2009 e contestualmente all'intervento di Cassa integrazione guadagni straordinari l'accordo sancisce che la Carlo Colombo attivi la procedura di mobilità per gli 81 lavoratori fino a tutto il 31 dicembre 2009 e nel caso di concessione della Cassa integrazione guadagni straordinari per il 2010 fino a tutto il 31 dicembre 2010. Viene altresì siglato il piano di gestione degli esuberi che prevede per il 2009 la ricollocazione presso lo stabilimento di Pizzighettone di circa 7 lavoratori, la ricollocazione di 20 lavoratori presso altre imprese del territorio e l'accesso al trattamento pensionistico di 5 dipendenti e per l'anno 2010 l'accesso al trattamento pensionistico di 5 lavoratori, la ricollocazione per 18 e le dimissioni incentivate per 26 dipendenti. L'accordo è stato ratificato dal Ministero dello Sviluppo economico nel mese di gennaio 2009; dall'autunno 2009 i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno chiesto verifiche nelle sedi preposte in merito all'attuazione dell'accordo, tali richieste non hanno avuto esito positivo, da qui le proteste culminate il 16 giugno nell'occupazione della fabbrica ed otto operai sono saliti sul tetto per chiedere il rispetto degli impegni che la proprietà si era assunta siglando l'accordo: gli operai minacciano altresì di voler intraprendere un'iniziativa di sciopero della fame a tempo indeterminato in quanto, a seguito dell'ulteriore incontro del tavolo di trattativa svoltosi in data 21 giugno 2010 presso la provincia di Monza e Brianza, la direzione della Carlo Colombo non avrebbe dato risposte concrete in merito a quanto sottoscritto nel mese di ottobre del 2008". Alla luce della situazione già critica del territorio Brianzolo e nel tentativo di eviatare il disfacimento di "un tessuto industriale diffuso e qualitativamente elevato con le conseguenti ricadute negative sociali, occupazionali e di reddito", la deputata chiede al ministro "se non ritenga di dover convocare con urgenza le parti imprenditoriali e sociali per individuare adeguate forme di garanzia che impegnino la proprietà di cui in oggetto al rispetto dell'accordo siglato in data 1°ottobre 2008 a tutela dei diritti dei lavoratori ed alla luce del disagio degli 8 dipendenti che dal 16 giugno sono accampati sul tetto dell'azienda e quali iniziative intenda adottare per scongiurare il drastico ridimensionamento del settore hi-tech (3.200 lavoratori a rischio soltanto nella Brianza est) e per salvaguardare il patrimonio industriale del territorio e delle aziende stesse". Fonte: impresamia.com |
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