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Il turismo come risposta alla deindustrializzazione della Brianza PDF Stampa E-mail

Le imprese brianzole si fanno i conti in tasca e oggi prima di effettuare un investimento ci pensano su due volte. Le grandi aziende, soprattutto le industrie pesanti, hanno già lasciato, o stanno lasciando questo territorio per insediarsi laddove la manodopera è meno cara, e comunque non sono più a Monza, ma a Milano o verso la Bergamasca.

Il tessile, il metalmeccanico sono in crisi da tempo. Molti i disoccupati. La soluzione è in una drastica conversione a favore del terziario, dei servizi e del turismo.

Per creare flussi importanti bisogna creare prodotti turistici appetibili al mercato. Attualmente l’offerta è rappresentata da poche mete. A Monza c’è il Duomo, il museo Gaiani e poi il parco, in tutte le sue accezioni, dalla Villa Reale all’Autodromo.

Ma non basta: per contrastare il fenomeno della deindustrializzazione bisogna creare un altro sistema, un sistema turistico, fatto di monumenti, di percorsi turistici e di attrattività di rilievo.

 

 

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