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Le imprese in "rosa" resistono meglio alla crisi |
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Guadagno e reputazione sul lavoro interessano più alle donne che agli uomini. E in Italia le piccole imprese guidate da donne hanno resistito meglio alla crisi rispetto a quelle maschili (rispettivamente -1,8% e -2,5% in due anni).
Se gli uomini lavorano guardando soprattutto al futuro motivati dalla prospettiva di miglioramento (27,4%), per le donne il lavoro è anche affermazione sociale: guadagno e reputazione, infatti, sono stimoli che interessano più le donne che gli uomini (rispettivamente 10,5% e 6,6%). In Italia complessivamente sono 845.245 le imprese individuali con titolare donna (circa 1 impresa individuale su 4), e proprio le piccole imprese femminili hanno resistito meglio alla crisi rispetto a quelle maschili: dal 2008 ad oggi, infatti, le imprese individuali con titolare donna hanno registrato una diminuzione di -1,8%, meglio del -2,5% registrato dalle imprese maschili.
In Lombardia si contano 90.820 le imprese «rosa» (circa 1 su 5), e proprio le piccole imprese femminili hanno resistito meglio alla crisi rispetto a quelle maschili: dal 2008 ad oggi, infatti, le imprese individuali con titolare donna hanno registrato una diminuzione di -0,5%, meglio del -2,7% registrato dalle imprese maschili.
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Le Start-up delle energie alternative in Italia |
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Piccole aziende nate dall'ambizione e dall'entusiasmo di giovani imprenditori, tecnologicamente avanzate, moderne e altamente competitive: ecco il profilo dello start-up delle energie rinnovabili.
Si tratta di realtà dinamiche che si stanno sviluppando lungo tutta la penisola con l'obiettivo di occupare un settore emergente, unanimemente considerato ad elevato potenziale di sviluppo e guardato con attenzione anche dai venture capitalist.
Le sedi ideali per l'avvio di tali imprese sono in primis quelle localizzate in posizione geografica favorevole allo sfruttamento di fonte energetiche alternative (sole, vento...). Tuttavia, la vicinanza di poli di innovazione e ricerca è considerata un vantaggio, perché si possono attivare partnership e collaborazioni efficaci, tese al perfezionamento dei sistemi o delle tecnologie utilizzate.
Nel luglio 2007 è nata la Idrogen2, da uno spin-off del Politecnico di Milano. Con sede a Desio, (Monza e Brianza), brevetta sistemi all'avanguardia che usano l'idrometano per il riscaldamento di condomini, riducendo le emissioni di CO2 di 15 tonnellate l'anno.
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Monza, anche il tavolo e il divano diventano «low cost» |
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La novità anticrisi per il 2010 nel settore legno-arredo è, infatti, la produzione di una linea di arredamento e complementi di arredo a prezzi più bassi. In Lombardia circa il 30% delle imprese del settore possiede già una linea low cost e il 7% sta pensando di realizzarla. Una idea che piace anche al mercato: per le imprese che hanno già sperimentato la produzione, la linea a prezzi più bassi mediamente ha venduto in un anno il 9% in più rispetto a quella tradizionale. Del resto, un pezzo di design o di arredamento low cost costa al consumatore finale in media circa il 20% in meno. E’ quanto emerge dalla indagine «Design low cost» realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza che ha coinvolto più di 50 imprese lombarde specializzate nel settore legno-arredo.
Le imprese del legno-arredo e del design in Italia. È il distretto del legno - arredo brianzolo che vanta ancora oggi, nonostante la crisi, la più elevata concentrazione di imprese attive in Italia nell’industria del legno e di fabbricazione di mobili con 2.569 imprese (circa 6,5 imprese per Kmq). Una leadership che si manifesta anche nelle presenze di espositori all’edizione 2010 del Salone del Mobile: sono, infatti, 168 le imprese della Brianza presenti in «fiera» con il proprio stand. Dopo Monza e Brianza, nella concentrazione di imprese del legno-arredo per kmq, seguono Como (1,32 imprese per Kmq), Milano (1,31) e Treviso (0,95). E per quanto riguarda il design in Italia complessivamente sono più di 4.600 le imprese attive nel design industriale e della moda e in un anno sono aumentate del 2%. Circa la metà di designer industriali e di disegnatori di moda ha un’impresa individuale, sono in maggioranza uomini (57%) e i giovani under 40 rappresentano il 30% del totale. Sono alcuni dati che emergono da elaborazioni condotte dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese.
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